Campi Diomedei - Ambiente, Cultura, Turismo - Canosa di Puglia
Presentazione
La I edizione del Premio Campi Diomedei (5 Agosto 2004) è una iniziativa che noi di Dròmos.it riteniamo di una importanza straordinaria per la nostra città. Molti, forse, non hanno compreso ciò che realmente potrebbe significare per Canosa assumersi il ruolo di protagonista nel rilancio e nella conseguente valorizzazione del vitigno autoctono Uva di Troia (tra l’altro conosciuto – nei dintorni e anche all’estero – con il sinonimo di Vitigno di Canosa) all’interno del nuovo contesto della Sesta Provincia.
Campi Diomedei è alla IV edizione. L’evento intende perseguire la conoscenza e la valorizzazione dei principali prodotti agroalimentari e del contesto territoriale, storico, culturale di Canosa, della Murgia nord barese, della Valle dell’Ofanto e del Basso Tavoliere. Per tale ragione la manifestazione è stata denominata Campi Diomedei, ovvero l’antico toponimo di questi territori, retaggio dovuto alla presenza mitologica dell’eroe omerico Diomede. In particolare intende valorizzare i prodotti più caratteristici e storicamente legati a queste terre. Obiettivo principale è la riscoperta, la tutela e la valorizzazione del vitigno autoctono Uva di Troia, che più di ogni altro contribuisce, con il suo valore aggiunto, a dare identità al territorio.
Dal 1 al 5 aprile si è svolto il Vinitaly a Verona. Nei giorni in cui il vino è il protagonista indiscusso nel più importante salone internazionale, sono stati soprattutto i vitigni autoctoni ad ottenere la loro definitiva consacrazione. E quando si parla di vitigno autoctono si parla innanzitutto di quel valore aggiunto in esso contenuto, cioè di tutti quei valori culturali, storici, tradizionali, ambientali presenti in un determinato territorio di produzione. Ed è così che oggi si fanno strada (reciprocamente) il Negroamaro ed il Salento, giusto per fare un esempio a noi non lontano. La riscoperta dei vitigni autoctoni diviene una risorsa, sostenibile e rinnovabile, per un’intera comunità. Alla produzione di quantità si va sempre più contrapponendo quella di qualità. Parlare di qualità oggi, epoca di globalizzazione del gusto, è anche sinonimo di diversità. Le grandi multinazionali dell’alimentazione sono le padrone e le dispensatrici del sapore: esse tendono ad uniformare e ad abbassare rasoterra il gusto dei consumatori, la qualità e la genuinità dei prodotti e delle produzioni agro-alimentari. È necessario, di conseguenza, riaprire un dialogo con il nostro passato e con ciò che contiene; occorrerebbe pertanto agire in prima persona per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale fatto di archeologia, agricoltura, artigianato, tradizioni, produzioni, sapori…Occorrerebbe riappropriarci di tutto ciò, sviluppando una coscienza di luogo (non uno sterile campanilismo) che incrementi l’idea di uno sviluppo locale basato sul predominio della qualità/diversità sulla quantità/uniformità e che, infine, ridia nuovamente supremazia al palato. Questa è la strada che altrove si sta percorrendo. Altrove, perché qui da noi questo linguaggio risulta ancora poco comprensibile. Lo dimostra l’assenza, tra circa 950 coltivatori presenti al Vinitaly, del nostro vitigno autoctono in purezza. Lo dimostrano le grandi estensioni di Sangiovese e Montepulciano che tappezzano la nostra campagna.
Spetta alla nostra comunità puntare alla definitiva valorizzazione dell’Uva di Troia, innanzitutto incentivandone la produzione, facendola riscoprire ai nostri produttori, conoscere agli stessi consumatori locali prima, agli altri di conseguenza (dopo aver raggiunto i giusti standard qualitativi). Per queste ragioni è fondamentale l’iniziativa in programma il 5 Agosto a Canosa. Il Premio Campi Diomedei vuol essere il primo passo in questa direzione. Un momento concreto di confronto su questo tema. Concreto, perché una giuria di esperti valuterà in due sezioni differenti il miglior Nero di Troia e il miglior Rosso Canosa DOC; di confronto, perché ne nascerà una discussione tra esperti, produttori, istituzioni e consumatori in un Talk Show condotto da Mauro Pulpito. Il tutto in una splendida cornice: l’area archeologica del Battistero di San Giovanni, edificio attribuito a San Sabino (514-566 d.C.) che si è conservato grazie alla presenza di un frantoio e stabilimento vinicolo nell’Ottocento, che ne ha riutilizzato le antiche strutture senza stravolgerne la pianta e arrestandone l’inesorabile distruzione. Dunque, riflettori puntati sul nostro vino per farlo conoscere e, soprattutto, per farlo crescere qualitativamente. E dalla qualità delle nostre produzioni tradizionali potrebbe trarne benefici l’intero territorio dei Campi Diomedei, in un affascinante connubio tra arte e sapori.
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Campi Diomedei - Ambiente, Cultura, Turismo - Canosa di Puglia
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Eventi
Premio Campi Diomedei I edizione - 2004
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