Le Marionette di Canosa
È difficile stabilire con certezza dove e quando siano nati i “pupi” o “marionette”, tant’è che alcuni li fanno risalire addirittura al tempo degli antichi greci Socrate e Senofonte, altri al medioevo, taluni li ritengono originari della Castiglia e arrivati in Italia, a Napoli, al seguito del viceré don Rodriguez Ponce de Leon, duca d’Arcos, nel 1646. E’ certo che a Napoli ebbero grande successo e, dopo essersi diffusi in Puglia, giunsero in Sicilia alla metà dell’Ottocento. E mentre la scuola siciliana si diffondeva ampiamente nell’isola, la napoletana andava scomparendo e si attestava in pochi avamposti, uno dei quali era costituito dalla Compagnia “Aurora” della famiglia pugliese di Lorenzo Dell’Aquila. Operante dal 1882 con un teatro mobile, fu la prima a proporre al pubblico pugliese armature luccicanti, storie di amori, duelli tra paladini e cavalieri medievali, racconti epici. Solo dopo il primo conflitto mondiale la compagnia divenne stabile: nacque il “Teatro Aurora” a Canosa di Puglia. E da quel momento gli spettacoli vennero rinnovati nella forma e nello stile, le marionette ingigantite nell’aspetto esteriore, arricchite da nuove lucenti armature, gli abiti rinnovati. Si migliorarono anche le decorazioni dei fondali di scena e lo spettacolo, organizzato per serate, si perfezionò tecnicamente. Dopo anni di duro e affascinate lavoro il “Teatro Stabile Aurora” è stato l’ultimo lacerto di questa cultura popolare a resistere più a lungo nel tempo, l’ultima compagnia di marionette di origine napoletana a calare il sipario nella seconda metà degli anni Ottanta del Novecento.
Per un paio d’anni, sino al 2004, il magico mondo delle marionette ha avuto un palcoscenico d’eccezione nel centro storico di Canosa: al primo piano del settecentesco palazzo Iliceto era stato allestito un Museo delle Marionette che esponeva la preziosa collezione Dell’Aquila-Taccardi. Un ricchissimo assortimento di personaggi di grandi dimensioni, intagliati nel legno di faggio, noce e abete, con occhi di autentico cristallo, preziosi abiti d’epoca in seta, armature composte da ben cinquantadue pezzi, finemente cesellate in rame e alpacca, tra autentiche scenografie d’epoca: spiccavano i protagonisti della storica Disfida di Barletta, celebrata nel romanzo di Massimo D’Azeglio. Gesta eroiche e amor
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Campi Diomedei - Ambiente, Cultura, Turismo - Canosa di Puglia
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